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Da Ikea a Prénatal: il corredino per il parto

Fino a qualche tempo fa, pensavo che il sabato pomeriggio a IKEA fosse la cosa più simile a un girone dantesco esistente qui, sulla terra. Già.

***Il sabato pomeriggio a IKEA*** 

(Alzi la mano chi di voi non ha avuto un brivido freddo lungo la schiena… E comunque, no: non vi credo).

Sabato pomeriggio a IKEA significa:

  • Gli hot dog caldi.
  • Gli scatoloni che in auto non entrano mai ma devi riuscirci perché la consegna costa troppo.
  • I chilometri macinati alla ricerca di una libreria BILLY, di un tavolino LACK effetto betulla e dei cactus di tendenza.
  • E poi il giallo IKEA, la matitine IKEA per appuntarsi le misure e le decine di oggettini vari, più o meno utili, più o meno duraturi, che riempiono invariabilmente la nostra bustona acquisti IKEA dopo quello che avrebbe dovuto essere un passaggio rapido e indolore attraverso il reparto bambini.

Le litigate con il partner il sabato pomeriggio a IKEA sono un must.

Anzi, di più.

Sono un rito di passaggio della coppia moderna.

Perché quando si decide di fare sul serio, di andare a convivere o sposarsi, si passa senza dubbio da IKEA.

E – ormai lo sappiamo tutti – questo è il primo vero step per testare la solidità della relazione.

Se avete superato questa fase illesi, allora complimenti.

Potete consideravi una coppia solida.

Ma non crogiolatevi sugli allori.

Perché la vita, come i videogame, è fatta di livelli.

E dopo il livello IKEA ti aspetta al varco il secondo livello: ***il livello Prénatal***

A questo ci arrivi quando tu e il tuo partner aspettate un bambino.

E i sabato pomeriggio a IKEA vengono sostituiti dai sabato pomeriggio da Prénatal.

Anche questo è un rito di passaggio. Succede a tutti. Nessuno escluso.

A qualcuno prima, ad altri dopo, ma a molti intorno al settimo-ottavo mese di gravidanza.

Perché, come dice il foglio che ti hanno dato nell’ospedale/clinica dove partorirai, è appunto dal settimo mese che bisogna avere pronto il mitologico borsone parto.

Il borsone del parto

Il borsone parto è quello che porti con te in ospedale. Contiene il corredino per il nascituro e cose orrende che serviranno alla mamma mentre è ricoverata (tipo le mutande a rete usa e getta e un paccone di assorbenti post parto).

E dove li compri questi indispensabili?

Ovvio: da Prénatal. Ché da loro trovi tutto.

E quando ci vai, da Prénatal?

Ovvio: il sabato pomeriggio.

Perché tu magari sei in congedo maternità, ma il tuo partner no. E il tuo partner è un futuro padre moderno e vuole essere coinvolto nel baby shopping.

Dunque sabato scorso anche noi – che siamo quasi all’ottavo mese di attesa – siamo andati da Prénatal.

Ve lo dico subito: ne siamo usciti a pezzi. E alleggeriti di svariate centinaia di euro.

Del resto, se un paio di “calzini primi giorni” – vale a dire circa quattro cm di lana in tutto – me li metti a 8 euro…

Eppure, non è stato nemmeno il conto finale a stenderci. Al tappeto ci hanno mandato le commesse di Prénatal.

E via di marketing: eravamo entrati con una lista lunga circa 4 pagine e siamo usciti con materiale per riempire più di 3 borsoni.

Quando finalmente, ore dopo, siamo riusciti ad uscire dal negozio pioveva.

La tangenziale bloccata.

In auto, a passo d’uomo, guardavamo dritti davanti a noi. Come se fosse tutta una metafora di cosa ci aspettava.

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