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Maternità anticipata: l’INPS e le gravidanze a rischio

Gravidanza a rischio”: quando te lo dicono la prima volta tremi, hai paura, ti fai prendere dall’ansia e dalle incertezze ma poi impari a conviverci e comprendi che ci sono cose più complicate da gestire. Come ad esempio le relazioni con l’INPS.

Sì, perché se impari a convivere con una “placenta previa” comprendendo come evitare traumi e parti prematuri in modo facile, semplicemente mettendo in pratica i consigli del ginecologo diverso è dover avere a che fare con l’Istituto Nazionale di Previdenza sociale.

Non so chi abbia stabilito a suo tempo le regole di questo universo, ma di sicuro doveva essere un fan sfegatato di Kafka.

Ma andiamo con ordine.

Il mio ginecologo, dopo una visita mi ha detto quello che tutte temiamo: sarei dovuta restare a riposo perché si trattava di una gravidanza complicata. Insomma, tutti questi preamboli per dirmi che sarei dovuta andare in maternità anticipata. Per chi ha p.iva o semplicemente una forte dedizione al lavoro, l’idea di abbandonare la propria postazione – anche se per un breve periodo – fa insorgere dubbi, preoccupazioni e pure sensi di colpa. Lo so, lo so: i nostri figli pagheranno la pensione dei nostri colleghi e se ci sono certi diritti è perché chi è venuto prima di noi ha lottato per ottenerli, quindi è assurdo farsi venire questi scrupoli. Ma tant’è.

D’altronde, il senso di colpa raramente ha a che vedere con la razionalità.

Ma accettare psicologicamente di smettere di lavorare è stato solo il primo passo. Importante, certo. Poi però arriva il resto. Certificati. Burocrazia. INPS.

Come andare in maternità anticipata

Sgombriamo subito il campo dal dubbio fondamentale: in realtà, andare in maternità anticipata non è affatto complicato.

Basta fare due semplici cose:

  1. Ottenere dal tuo ginecologo un certificato di gravidanza e un secondo certificato che attesti che la tua gravidanza è a rischio;
  2. Andare presso la tua ASL di riferimento munita di queste carte (il servizio a cui rivolgersi è Medicina Legale – Maternità) e farti rilasciare un terzo documento, in tre copie, che è quello che dispone l’astensione anticipata dal lavoro.

Delle tre copie rilasciate dalla ASL: una la devi conservare, una la consegni al tuo datore di lavoro (il mio ha accettato una copia scannerizzata che ho inviato via email); la terza invece è per l’INPS. Ed è qui che comincia il calvario.

Le telefonate divertenti con l’INPS

Lo so, ha del ridicolo e quasi non sembra possibile ma accade veramente.

FUTURA MAMMA – Buongiorno, vi sto contattando perché avrei necessità di consegnarvi una copia del certificato di maternità anticipata che mi ha rilasciato l’ASL?

INPS – Lei ha il PIN?

FUTURA MAMMA – No, quale PIN?

INPS – Eh, il PIN.

FUTURA MAMMA – Mmm… no. Devo averlo per consegnarvi la copia del certificato?

INPS – Sì. A meno che non preferisca consegnarcela a mano o spedire una raccomandata. Ma le consiglio di fare tutto online sul nostro sito tramite Pin, è molto più veloce

FUTURA MAMMA – Oh, bene! Mi sembra un’ottima idea fare tutto online in modo veloce. Come ottengo questo PIN?

INPS – Sul nostro sito, nell’area apposita

FUTURA MAMMA – Grazie, è stato gentilissimo.

Ma non pensate sia finita qui: quello è un trabocchetto, un girone dantesco. Il sito dell’INPS è quanto di più complicato debba affrontare una Futura mamma. Molto peggio di comprendere se utilizzare o no il ciuccio o se sia meglio lo svezzamento tradizionale o l’autosvezzamento.

Tempi di attesa: ricezione sms quasi immediata. Invece, per quanto riguarda la metà spedita per posta ordinaria non resta che ricontattare telefonicamente gli operatori.

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Buongiorno. Chiamo perché da due settimane aspetto di ricevere la seconda metà del Pin, quella che spedite via posta. 

INPS – Lo sa le Poste come sono… Ma perché, lei ha fretta di ricevere il suo Pin?

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Beh, abbastanza. A inizio mese sono andata in maternità anticipata per gravidanza a rischio e devo far avere all’INPS una copia del certificato rilasciato dalla ASL. Non è che se non lo ricevete entro fine mese, poi non mi pagate lo stipendio?

INPS – Guardi, signora, io questo non lo so. Ma può essere. Faccia così: per stare sicura, lei vada alla sua sede INPS di riferimento e richieda lì il suo Pin

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Ma scusi: io devo darvi un certificato di gravidanza a rischio. Significa che devo stare a riposo. Bisogna proprio venire di persona, non c’è altro modo?

INPS – Sì… Potrebbe mandare una raccomandata. Ma lo sa, i tempi delle Poste… Guardi, vada lei, così sta sicura e non ci sono problemi con lo stipendio a fine mese

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) –  E va bene. Devo portare qualche documento particolare con me, qualche carta…?

INPS – No, nulla. Vada, vada, che le danno subito il Pin e con quello poi fa tutto

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Grazie mille.

Di persona all’ufficio

INPS – Che le serve?

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Sono venuta per il Pin

INPS – Deve tornare con la fotocopia del documento d’identità

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – o, guardi: io ieri ho chiamato il numero verde INPS, mi hanno detto di non portare niente

INPS – Deve tornare con la fotocopia del documento d’identità

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Senta, io ho una gravidanza a rischio, per me è stato molto faticoso venire qui…

Dopo qualche peripezia riesco ad avere accesso all’ufficio

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Buongiorno, sono qui perché ho una gravidanza a rischio e devo darvi una copia del certificato rilasciato dalla ASL, quindi mi servirebbe…

INPS – Guardi, la fermo subito: l’hanno informata male. Le spiego: questo è il primo certificato, giusto? Appunto. Lei deve farci avere i certificati di maternità anticipata, che di mese in mese la ASL le rilascerà, tutti alla fine, quando entra in maternità obbligatoria

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Tutti insieme? E lo stipendio me lo pagate lo stesso, nel frattempo? O mi pagate tutti i mesi insieme, quando vi consegno i certificati?

INPS –No, le paghiamo tutto mese per mese

MAMMA IN ATTESA (DEL CODICE) – Ma il suo collega al numero verde diceva che…

INPS – Lasci stare quello che le hanno detto al numero verde

Insomma, in un caldissimo pomeriggio estivo durante una gravidanza a rischio mi sono resa conto di aver perso tempo. Ma in realtà con il senno di poi non tutto era andato perduto: avevo chiaro tutto quello che dovevo fare.

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