Ogni storia d’amore è differente


Nel percorso di accompagnamento alla nascita organizzato dall’ASL ci hanno lasciato un tema tutto dedicato ai sentimenti.
Il titolo era : “La tua più grande storia d’amore” 
è stato con questo titolo che ho iniziato a riflettere su quanto sia incommensurabile, riparatore e consolatorio l’amore materno.
Quando una donna ha un figlio sa che non sarà mai più sola perché parte di se stessa è il lui.
Il suo senso di maternità si appaga e lei inizia una nuova vita destinata a rivalutare la sua scala di priorità mettendolo al primo posto…  finché scopre di aspettare un secondo e tutto si confonde.

 

Lei capisce che dovrà dividere quell’amore.
Che quella storia d’amore non sarà più una storia a due ma a tre.
Eppure Dicono che quando aspetti un secondo figlio non devi aver paura di poterlo amare meno del primo perché il tuo amore non si sdoppierà ma si moltiplicherà.
Un’immagine molto intensa quella di un amore che si moltiplica ma non credo sia sufficiente a consolare una mamma che sa già che avrà meno tempo da dedicare al nuovo arrivato rispetto a quello avuto per il primo.
Dicono che non importi la quantità ma la qualità del tempo dedicato.

 

Ecco, anche in questo caso c’è sempre un “Dicono che”, c’è sempre “la risposta giusta” da dare alla mamma in difficoltà dinnanzi alle sue paure di un nuovo inizio ma, forse, lei non cerca affatto la risposta consolatoria al suo sfogo ma lo sfogo in sé.
Siamo sempre così di fretta nelle nostre vite frenetiche che non ci si ferma mai abbastanza per “sentirci”, per guardarci dentro, per sentirci e questo accade, soprattutto, nella nostra seconda gravidanza in cui siamo talmente proiettate sul nostro primo figlio da renderci conto della venuta di un secondogenito solo a gravidanza ultimata.
Solo nel nono mese di gravidanza ci si rende conto che “sentire” significa accettare con consapevolezza i nostri stati d’animo, qualsiasi essi siano, senza cercare di rinnegarli perché negativi.
Spesso infatti non ci si riconosce dinnanzi allo specchio con quella pancia che alla prima gravidanza si fotografava, accarezzava, coccolava.

 

Spesso nell’attesa del secondo, si urla, si passa da stati di gioia a stati di profonda depressione.
Dicono che siano “gli ormoni” dell’ultimo periodo.
Anche qui una “risposta giusta”.
Anche qui “un dicono adatto per l’occasione”.
Io non credo esista la risposta giusta, la mamma giusta, la gravidanza giusta o il bambino giusto.
Credo che ogni gravidanza e bambino sia diverso perché noi siamo diverse nel nostro modo di amarci ed amare.
A chi dice che l’amore si moltiplica io vorrei rispondere, nel mio piccolo, che l’amore non si moltiplica, si differenzia così come ogni storia d’amore che davvero si rispetti.
Ciascuna è diversa, ciascuna ci cambia, ci accresce.
Ed io so che, anche se in questi 9 mesi non mi son presa cura di te come avrei voluto fare, sarò pronta ad accoglierti ed amarti in modo diverso, più maturo e consapevole, e non importa se per arrivare a quel giorno avrò bisogno di più tempo, di più pianti o di più certezze, so che quel giorno arriverà e che, quando vedrò i tuoi occhi specchiarsi nei miei tutto sarà più limpido e chiaro. 

 

Mamma di Manfredi 


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