WOGA: e lo yoga profuma di cloro

Molte delle attività che solitamente si svolgono a terra una volta portate in acqua acquistano tutto un altro fascino. 

E oltre ad essere più leggere e dolci ma non per questo meno efficaci conquistano una considerevole fetta di sportivi amanti delle novità.

Era già toccato all’aerobica e allo spinning, al pilates e allo shiatsu avere il proprio alter ego acquatico: l’acquagym, l’hidrobike, l’acquapilates e lo watsu spopolano da molto tempo.

Più recentemente è toccato anche allo yoga tuffarsi in piscina e trasformarsi in Woga (dalla sincronia “water + yoga).

Come molte delle discipline innovative anche il Woga arriva dall’America e più precisamente dalla California, patria del fitness e del benessere a opera del terapista Harold Dull circa 10 anni fa.

Le posizioni Yoga (Asana) si adattano benissimo all’ambiente acquatico: il  passaggio da un gesto all’altro deve essere fluido e controllato, la maggiore densità dell’acqua lo favorisce perché permette un miglior controllo del proprio corpo. In più addolcisce i movimenti, agevola l’allungamento dei muscoli, lo scioglimento delle tensioni, sblocca le articolazioni e migliora le capacità di rilassamento e concentrazione.

 

Servono abilità particolari per praticarlo?

Assolutamente no.

Non è indispensabile saper nuotare. L’attività si svolge in piedi con l’acqua che arriva alla vita o all’altezza delle spalle. I movimenti “seduto” si eseguono nella parte bassa della vasca mentre le posizioni “distese” vengono eseguite in sospensione tramite supporti galleggianti (manubri, collari, cuscini galleggianti o tubi).

 

Come avvengono le lezioni?

La lezione viene effettuata in acqua calda, a un temperatura di circa 33°C e ha una durata della lezione solitamente varia dai 30 ai 45 minuti. La prima parte – di circa 10 minuti – è dedicata ad esercizi specifici per la respirazione al fine di preparare il corpo e la mente alla pratica delle Asana. Le lezioni si possono effettuare singolarmente oppure in gruppo.

 

Quali sono i benefici?

L’attività in acqua: 

  • annulla quasi completamente il carico articolare
  • dà la possibilità di assumere Asana impossibili a terra e mantenerle più a lungo
  • facilita l’estensione dei movimenti, l’equilibrio e la concentrazione sulla respirazione (Pranayama)
  • i suoni sono attenuati, si assapora il silenzio o la musica di sottofondo, i momenti delicati e leggeri aiutano a rilassare la mente e a ritrovare il giusto equilibrio psico-fisico
  • Stare immersi allontana le tensioni negative, previene lo stress e l’ansia

 

Chi può praticarlo?

Tutti. Ma in particolare è consigliato a:

  • donne in gravidanza. Aiuta le future mamme a rilassarsi prevenendo eventuali affaticamenti alla colonna vertebrale tipici dei nove mesi di gestazione. 
  • persone di terza età. Il carico articolare ridotto permette anche a soggetti avanti con gli anni di eseguire esercizi spesso troppo invasivi a terra. 
  • soggetti che hanno subito traumi o interventi chirurgici e che necessitano di un periodo di riabilitazione. 
  • persone in soprappeso che avrebbero difficoltà a svolgere un’attività corretta fisica a terra.

Alessandra Caimi

www.waterwoman.it


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