Paura del buio

I bambini possono sperimentare una serie di paure e di angosce durante la propria crescita, che il genitore deve imparare a gestire nel migliore dei modi affinché esse non si trasformino in un vero e proprio malessere. 

La paura è un sentimento assai diffuso tra i più piccini e rappresenta uno stato emotivo presente nel patrimonio genetico di ogni persona. La paura, infatti, può essere considerata un’emozione primaria, che svolge una importante funzione protettiva, in quanto tutela l’individuo da potenziali rischi e insidie presenti nell’ambiente circostante. Si tratta, in altri termini, di un meccanismo di difesa nei confronti di potenziali minacce percepite. Prendere consapevolezza dei propri timori e affrontarli con coraggio consente al piccolo di aumentare il livello di fiducia in se stesso.  

Le paure che il bambino prova possono essere legate al suo vissuto individuale o a eventuali traumi subiti. Tuttavia è anche possibile rintracciare delle paure tipiche dell’età evolutiva e che la maggior parte dei bambini sperimenta, ovvero quelle paure che rappresentano una tappa naturale dello sviluppo infantile: si pensi, ad esempio, alla paura del buio, dei tuoni, della morte, dell’abbandono, dei fantasmi, degli orchi, del dottore, ecc. 

La paura del buio

Una delle paure più diffuse è senz’altro quella del buio e riguarda soprattutto i bambini di età compresa tra i due e i sei anni, che, non potendo controllare l’ambiente circostante, si sentono più vulnerabili e fragili.  Se desideri informazioni dettagliate sulla paura del buio, te ne parlo in maniera approfondita a questo link

Le paure trasmesse dai genitori al bambino

Quando è il genitore a provare paura di fronte a un certo stimolo (si pensi a un temporale o a un rumore improvviso nella notte), è opportuno tenere a bada la propria emozione affinché non si verifichi il fenomeno del “contagio emotivo”. Il bambino, infatti, percependo il timore da parte di uno dei genitori, finirà col ritenere lo stimolo che lo ha provocato realmente pericoloso. Ne consegue che l’adulto dovrebbe sempre tendere a minimizzare i propri timori, almeno di fronte al bambino: alle naturali paure del piccolo, infatti, non devono sommarsi in alcun modo le angosce dei genitori. 

Come devono affrontare i genitori le paure del bambino

I genitori, se vogliono rassicurare il proprio bambino, devono imparare a trasmettergli serenità e tranquillità. Ma come fare? Spesso le rassicurazioni di tipo razionale non sortiscono gli effetti desiderati, in quanto la logica della paura difficilmente riesce a essere neutralizzata da argomentazioni e ragionamenti, per quanto sensati. Piuttosto è importante che mamma e papà riescano a immedesimarsi nel proprio figlio, infondendogli conforto, incoraggiamento e affetto. D’altra parte è bene sottolineare che i bambini più che dallo stimolo che determina la paura, sono terrorizzati dal fatto di doverla superare da soli, ovvero senza il sostegno dei propri genitori. Insomma mamma e papà sono chiamati a effettuare uno sforzo empatico, ovvero devono mettersi nei panni del proprio figlio e comprenderne lo stato d’animo, senza mai ridicolizzare o minimizzare i loro timori.  

Le favole che aiutano a superare le paure

Per aiutare il bambino a superare le proprie paure è possibile raccontargli delle favole in cui l’eroe-protagonista sperimenta e supera i suoi medesimi timori. ll bambino ascoltando un racconto in cui la paura viene sconfitta, si convince che anche lui può riuscirci. 

La narrazione rappresenta, infatti, a livello inconscio un precedente a cui far riferimento quando si vive un’esperienza simile nella vita reale. 


Ti potrebbe interessare anche:

1 commento

  1. Mi ritrovo molto in queste parole… molto spesso il mio stato di ansia in determinate situazioni l’ho trasmesso anche a mia figlia… noi genitori dobbiamo agire sempre con tranquillità difronte alle paure dei nostri figli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Accetto