Diamo il benvenuto ai “terribili due”

Ed è con immenso piacere che diamo il benvenuto ai “terribili due”.

No, non è il nuovo gruppo delle nuove proposte di Sanremo, e non sono nemmeno i vincitori di Italia’s Got Talent. È il nuovo, magico, fantastico, stupefacente periodo che sta attraversando mia figlia. I TERRIBILI DUE, sì: il nome già dice tutto.

 

Da cosa si riconoscono i terribili due? Semplicissimo: Capricci a tutto spiano, “no”, “no” e poi “no” sono le sole risposte che sarà in grado di darti. Ti ritrovi (di solito ciò accade tra i 18 mesi e i 3 anni) ad avere un figlio testardo come mai prima d’ora. Tu hai bisogno di andare a destra? Lui vuole andare assolutamente a sinistra. Viene preso all’improvviso da raptus di follia, da vere e proprie crisi isteriche senza motivo. Tu hai fretta e lui va alla velocità di una lumaca. Tu te la prendi con calma e lui corre come un pazzo. Esplode in pianti inconsolabili dal nulla. Vuole mettere i sandaletti a dicembre e gli stivali da neve ad agosto. Piange come se fosse posseduto quando gli metti cappello e giubbotto. E protesta allo stesso modo quando glieli togli. Vuole giocare sempre con tutto ciò che di pericoloso lo circonda (pentole d’acqua bollente, forbici, pennarelli indelebili, il tuo smartphone, il tuo pc, la tua crema depilatoria, i coltelli, le pastiglie della nonna, l’affettatrice, il diserbante), ma mai con i suoi millecinquecento giocattoli che ha sparsi per tutta la casa. È tutto suo e niente degli altri. Il suo nuovo motto è diventato: “Dove c’è acqua c’è gioia”. Se ti azzardi a dirgli un “no” piange fino quasi a vomitare, si butta per terra ovunque di trovi e scalcia come un cavallo imbizzarrito. Siete chiusi in casa da ore e lui non vuole uscire. Siete fuori da questa mattina e lui non vuole rientrare…in pratica hai in casa una bomba inesplosa che, lo sai benissimo, esploderà molto presto.

Ma non lasciarti scoraggiare e pensa che ci sono delle belle notizie:

 

  1. È una fase, e in quanto tale, ha un inizio e, grazie al cielo, ha anche una fine. Dura qualche mese, nella peggiore delle situazioni dura al massimo un anno. Quindi sì, forse adesso non la vedi, ma la luce in fondo al tunnel c’è. Esiste.
  2. Tutti i bimbi, e quindi anche tutte le mamme ci passano. Dove sta la bella notizia? Beh che non sei sola. Ha passato questa fase anche l’angioletto di figlio che si ritrova la tua vicina, quindi non sentirti strana, inadeguata e incapace. Ci passano tutte le mamme. E soprattutto: se l’ha superata la tua vicina, chi sei tu per non riuscirci?
  3. I terribili due sono una fase normale, comune a tutti i bimbi.

Questo è un periodo importante per tuo figlio, una tappa fondamentale che lo conduce all’indipendenza. Il tuo bambino sta imparando a conoscere il mondo e il compito di noi genitori è quello di accompagnarlo e guidarlo in questa conoscenza. Dobbiamo tenere duro. Arrabbiarci, peggiora la situazione. Dobbiamo sempre tenere presente che non è una fase facile, non solo per noi adulti, ma anche e soprattutto per i nostri piccolini. Hanno un’immensa smania di indipendenza che spesso è accompagnata dalla frustrazione per non essere in grado di fare quello che vorrebbero fare. Perciò si arrabbiano, urlano e gettano tutto a terra. Non riescono a gestire nemmeno i sentimenti, ma vivono a pieno ogni sentimento che li travolge e sfociano quindi in comportamenti aggressivi, scalciano o si buttano a terra urlando. 

Possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione, o, almeno, per non peggiorarla?

 

Ricordiamoci che l’educazione di nostro figlio dipende molto dal nostro atteggiamento. Dobbiamo dare il buon esempio. Bisogna avere tanta pazienza e comprensione. Contare fino a mille può servire, respirare a fondo ripetendosi che “è solo una fase e poi passerà” aiuta a superare i momenti più critici. Aspettiamo. Prendiamo anche le distanze, quando la situazione lo richiede. Lasciamo da parte sensi di colpa, ansie da prestazione e paura di essere incapaci o inadatti. Non dobbiamo cedere ai loro capricci, altrimenti sarà la fine. Diamo delle regole. Sarebbe impensabile che i piccoli rispettino innumerevoli divieti. Quindi cerchiamo di dare poche, chiare regole. E spieghiamo sempre il perché non ci si deve comportare in un determinato modo in quella determinata circostanza. Cerchiamo di essere elastici quando il contesto e la situazione lo permettono, ma altrettanto fermi e perentori nelle situazioni in cui c’è bisogno che ci ascoltino. Ricordiamoci che a volte basta che sbolliscano da soli la rabbia, qualche altra volta un abbraccio sistema tutto, altre volte invece bisogna inginocchiarsi, spiegare loro quali sono i sentimenti che stanno provando senza cercare di sminuirli e dare loro gli strumenti per superare la cosa.

Per concludere, la cosa più importante che dovete tenere a mente è che la luce in fondo al tunnel c’è. Esiste. I terribili due durano al massimo fino ai tre. In bocca al lupo a tutte care mamme. Che la pazienza sia con voi.

Mamma Alessia


1 commento

  1. Me lo ricordo ancora bene quel periodo! E diciamo che poi dura per tutta l’adolescenza e oltre 😀 Martina faceva l’opporsto di quello che desideravo io e ci è voluto un treno pieno di calma per non farmi esplodere. Posso comunque dire ed ammettere di avere una figlia che non mi fa tribolare molto perchè basta che le parli una volta per non farle ripetere più gli stessi errori perciò sono molto fortunata

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