Bambini vivaci? No, grazie.

“Quanto ci piacciono i bambini vivaci. Almeno sulla carta o tra la gente. Poi se li abbiamo come studenti al corso di teatro, per esempio, li rispediamo al mittente. Le scuse sono tante e diverse ma il succo è sempre uguale: vogliamo dei soldatini perché è meno impegnativo. Bambini vivaci: No Grazie!”

Mercoledì  Marco ha partecipato al corso di Teatro a scuola. Finalmente sino alle 18 rimarrà lì, ora che è alla primaria esce sempre alle 16.30 e per me che lavoro è un grandissimo problema.

Escono tutti dal corso e io mi metto in fila per pagare. Ecco che il maestro davanti ad altri genitori, mi guarda e con un sorriso a “mille” denti mi dice: – Grazie, ma suo figlio è troppo piccolo, sembra quasi un bambino della scuola materna. Non lo inscriva a teatro, non oggi, per lo meno, vediamo la prossima volta.-

Immagina, se puoi,  la mia faccia e unisciti a me: non più pomeriggio sino alle 18 e avevo gli occhi di tutti le mamme addosso. Ora immagina quanto tempo ho contato prima di esplodere … con mio figlio.

Uscita da scuola, per tutto il tempo del tragitto sembravo la matrigna di Biancaneve quando scopre che il cacciatore l’ha imbrogliata. 

Marco ha passato dei pessimi  15 minuti. Accetto tutto ma la maleducazione no. 

Dopo  essere rinsanita ecco che ho iniziato a fare alcune considerazioni.

 

“Essere educatore è bello. Essere educatore è facile, se i bambini sono tutti bravi e perfetti. Se dai il foglio d’inscrizione a una classe prima della scuola primaria, devi mettere in conto che c’è qualche bambino ancora un po’ irrequieto. Come mai non ti sei messo in discussione tu e hai messo in discussione mio figlio? Cosa sai di questo bambino? Nulla. L’hai visto per la prima volta 2 ore fa e forse con 40 bambini tra i 6 e i 10 anni , qualcosa ha fallito. E poi non hai pensato che potevi parlarmi in privato, o per lo meno usare parole diverse. Caro maestro  sai che se tu dici a un bambino di sei anni “sei piccolo come uno della scuola materna” equivale a dare della poco di buono ad un’adolescente? E ora che cos’hai ottenuto? Nulla! Il corso di teatro a un bambino come mio figlio, ancora immaturo a livello emozionale, sarebbe servito molto per imparare la noia, a fronteggiare la rabbia, a non esplodere di felicità. Forse non ha capito bene il tuo ruolo, pensava che fossi un animatore di feste di compleanno  e lui si stava divertendo o magari annoiando. Non lo sapremo mai. Forse hai sbagliato tu, quanto io che ho creduto troppo nelle attività pomeridiane extra scolastiche.

Ne esco affranta perché invece che insegnare qualcosa di positivo a un bambino di 6 anni, gli abbiamo chiuso una porta in faccia, perché troppo vivace.

Caro Maestro, sono una mamma e potrai pensare che difendo il mio bambino, ma ti deludo, non sono così avrei però preferito che mi dicessi tutto in privato, magari con una telefonata e avremmo deciso insieme. Avrei voluto che imparassi a conoscere quel bambino vivace, così come hanno fatto e stanno facendo le sue insegnanti e ti saresti reso conto che ci sono tanti metodi per insegnare e che un buon educatore deve tirare fuori quello giusto a seconda di chi ha davanti”.

 

Il risultato, purtroppo, è che lui non vuole fare più il corso di teatro e io sarò costretta a trovare un’altra alternativa. E’ proprio difficile la vita di una mamma che lavora.

Scilla

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1 commento

  1. Ogni bambino ha la sua indole ed il suo carattere e spesso la vivacità è sinonimo di bambino felice!
    Lasciamo i nostri figli liberi di sbagliare, cadere e rialzarsi, urlare e giocare liberamente! Avranno tempo per essere adulti un giorno.

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