Oddio non resto incinta

Se fino ad un certo punto della nostra vita, la speranza più vivida che confessiamo solo alla nostra migliore amica, dopo qualche giorno di ritardo, indipendentemente dalle qualità del ragazzo che abbiamo al nostro fianco, è “oddio, spero di non essere incinta!”, arriva un momento in cui diciamo a noi stesse, sempre indipendentemente dal ragazzo che abbiamo vicino, “ok, adesso sono pronta a diventare mamma!”.

E succede che, se per una serie di perfette congiunzioni astrali, che al giorno d’oggi risultano essere sempre più rare, capita che in quel momento hai tutte le carte in regola per potertelo permettere, decidi di provare a diventare mamma.

Vai dalla ginecologa, smetti di prendere la pillola e ti dai da fare.

Da quel momento in poi inizi a pensare che sei giovane e non c’è fretta, che appena smessa la pillola bisogna far passare un po’ di tempo e che la gravidanza quando arriva, arriva… poi però i mesi passano e il ciclo continua ad arrivare. E inizi a pensare che tutte quelle volte che, dopo aver rischiato, hai pensato “che fortuna, anche questa volta non sono incinta!” forse non è stato esattamente fortuna, forse tu incinta non puoi rimanerci. Ma poi, scacci via rapidissimamente il pensiero.

Per prima cosa il tuo compagno va a fare gli esami, ci va prima lui perché ha più coraggio di te. Aspetti gli esiti con ansia: 

Ecco, lo sapevo, sono io!

Questo è quello che non hai il coraggio di dire ma che la tua mente non può evitare di pensare tra il sollievo e la preoccupazione di scoprire che nel tuo uomo non c’è nulla che non va.

È passato un anno e ti decidi di andare dal ginecologo. Arrivi all’appuntamento e, dopo aver aspettato fuori dallo studio tra mille mamme con pancioni enormi, esci con un ovaio policistico, con una serie infinita di esami da fare tra cui una decina di esami del sangue e con dei compiti da fare a casa: rilevare e tenere e segnare la temperatura basale ogni mattina e prendere una pastiglia di acido folico al giorno. Parli in lacrime con la mamma che, conoscendo la tua repulsione nei confronti di qualsivoglia esame, ti consiglia di aspettare ancora qualche mese prima di iniziare il percorso pieno di ansie, speranze, illusioni, paure e delusioni che spessissimo accompagna l’iter di esami relativi alla fertilità. E ti ritrovi con il morale sempre più sotto i piedi ogni volta che, puntuale come non mai, il ciclo compare. Non parli più nemmeno con le amiche perché non fanno altro che dirti di stare tranquilla e di ascoltare il medico. Ti viene solo da pensare che più ti dicono di stare tranquilla più tu diventi nervosa.

Dove ti giri ti giri vedi bimbi piccoli, pancioni stupendi, mamme che spingono carrozzine e pubblicità di pappe. Odi tutto e tutti.

Tua madre continua a dirti che finché sei così nervosa, arrabbiata, in ansia, scoraggiata e chi più ne ha più ne metta, è normale che non resti incinta. Si, tutto il bene del mondo, ma cosa ne sa lei, che è diventata mamma al primo colpo, di quello che stai passando tu?

Faccio qualsiasi cosa che mi dia una speranza nel diventare madre, mi consulto perfino con i cartomanti a bassissimo costo dove trovo una gentile signorina che mi ascolta e mi dà un meraviglioso supporto morale. A volte è molto meglio parlare con un “estraneo” al telefono che con un conoscente, sono delle persone ricche d’animo e mi hanno confortato tantissimo e non mi vergogno assolutamente ad aver digitato un numero di cartomanzia per parlare con loro.

Nel frattempo tuo marito decide che si è rotto le scatole di tutta questa situazione e ti regala una settimana a Zanzibar facendoti promettere che avresti lasciato perdere tutto quanto e avresti cercato di non pensarci: ok promesso!

Così, aspettando impaziente il giorno della partenza (maledicendo il fatto che il ciclo ti deve arrivare proprio quel giorno!), ti imponi di provare davvero a mantenere la promessa. E ti convinci che l’unico modo per riuscire a non pensarci è provare a vivere la tua vita senza figli. Quante coppie felici senza figli esistono al mondo? Quante donne si sentono realizzate senza essere mamme? Bene, perché non dovresti riuscirci anche tu? Ci sono un sacco di cose che si possono fare quando non si è genitori, i tuoi vicini di casa, per esempio viaggiano moltissimo e fanno gli zii, sembrando sempre allegri e raggianti.

Finalmente arriva il giorno tanto atteso, prepari le valigie e parti con tuo marito. Trascorri una settimana da sogno tra gite in barca, immersioni, viaggi in quad per visitare l’entroterra; giochi a beach volley mentre tuo marito gioca a calcio con gli indigeni che scopri essere persone fantastiche. Riesci addirittura a non pensare a tutto quello che hai lasciato a casa senza nemmeno sforzarti. Piatti di pesce divini, frutta gustosissima, insomma un paradiso! Tutte le cose belle hanno però una fine e arriva il momento di tornare alla vita reale. Ed è proprio nell’istante esatto in cui chiudi la valigia che ti accorgi di avere il ciclo in ritardo di una settimana. Senza accorgertene un lieve sorriso ti disegna la bocca, sorriso che scompare un istante dopo quando ti rendi conto che lo sbalzo di temperatura, il viaggio, il cibo diverso e il cambiamento d’aria saranno sicuramente i colpevoli del ritardo. 

E poi con i 25kg di valigia che ti sei portata per gli aeroporti, sulla navetta e per tutte le scale del villaggio, con tutto il pesce crudo che hai mangiato, con tutte le scivolate che hai fatto a beach volley, con tutte le buche prese sulle strade sterrate durante le gite in quad, con tutte le lotte, le capriole e i giochi fatti in spiaggia con i bimbi indigeni, non sarai di certo incinta proprio ora.

Infatti eviti anche di parlarne con tuo marito, ti prenderebbe per illusa e alla fine ci rimarrebbe male nel vederti delusa. Sali in aero, fai finta di nulla, ma quel pensiero ti attanaglia. Sarà un ritardo come molti altri in questi 2 anni? Farai il test di gravidanza e per l’ennesima volta vedrai apparire la scritta “non incinta” e il giorno dopo ti verrà il ciclo? Non pensarci, non pensarci, non pensarci! Cerchi di dormire, ma ovviamente non chiudi occhio, pur sapendo benissimo che se non sei rimasta incinta nei 2 anni in cui ci hai provato con tutta te stessa, come fai ad esserlo ora che, chissà per quale miracolo, non ci stavi pensando affatto?

Arrivi finalmente a casa. È notte fonda. Il giorno dopo devi andare a lavoro. Sei stravolta. Lasci la valigia all’ingresso e sali di corsa in bagno con tuo marito che ti prende in giro credendo che te la stia facendo sotto.

Aspetti 3 minuti, ormai sei abituata all’attesa e alla delusione che ne consegue. Decidi di ingannare il tempo leggendo il foglietto illustrativo. Dice che è meglio fare il test la mattina appena sveglia. Ecco, hai anche buttato via un test. Esci dal bagno e ti cambi. Torni in bagno per cercare un mollettone per i capelli e resti attonita nel leggere “incinta 2-3 weeks”.

Ti manca il respiro. Piangi. Sorridi. Non ci credi. Urli. Fai la foto al test. Urli di nuovo. Scendi e trovi tuo marito con una bottiglia di vino in mano chissà per quale motivo. Non riesci a dire nulla se non: aprila !!! Ma sei pazza? Sono le 2 di notte!! Aprila che aspettiamo un bambino!!

Non sei mai stata più felice di rompere un bicchiere di cristallo facendo un brindisi.

La morale di tutta questo discorso infinito? Quando ti dicono di non pensarci, lo so che li odi, ma hanno ragione. Non ci pensare. Trova il tuo modo per rimanere rilassata, pensa a quante cose si possono fare quando si è senza figli, scegli quelle che preferisci e falle.

Perché, a meno che non esistano problemi di infertilità reale (e a quanto pare l’ovaio policistico non lo è nonostante tutto quello che hai letto online!), la cicogna arriva in qualsiasi momento e soprattutto quando meno te l’aspetti!


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5 commenti

  1. Wou bellissimo post l ho letto con le lacrime agli occhi.È difficile non pensarci quando è il sogno che aspetti da tutta una vita ..ho provato a non pensarci ma non è affatto semplice!Un bacio.

  2. Il desiderio di diventare mamma è davvero intenso e quando arrivano quelle due linee rosse sul test è l’apoteosi delle emozioni più grani e vere che una donna vive in tutta la sua vita

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