40 giorni e 40 notti di una nuova mamma

Ieri pomeriggio ho incontrato due amiche che non vedevo da diverso tempo: Lucia e Sara.

Lucia ha partorito da 20 giorni, una bambina, Bianca, che ha pianto per tutta l’ora del nostro caffè; Sara era con Giorgio il suo bimbo di 6 mesi che dormiva beato nel passeggino. Mi hanno fatto ricordare come mi sentivo qualche anno fa. Lucia era la più stanca e anche a tratti un po’ malinconica. 

– Bianca piange sempre, vuole stare solo in braccio, e camminare. Non riesco neppure a fare una doccia per più di 2 minuti.-

 -Non ti preoccupare migliorerà, vedi Giorgio come dorme adesso, ti ricordi che anche lui non dormiva mai?- – E tu che ne hai fatti due, uno dietro l’altro, come hai fatto?-

 – Non vi preoccupate non sono una super mamma, ho solo un Super Psicologo che mi ascolta una volta alla settimana.- rispondo sorridendo, ma neppure tanto.

– Lucia dai ti mancano solo 20 giorni e avrai tutto più sotto controllo.- 

– 20 giorni? Cosa significa?- 

Sono i primi 40 giorni quelli più impegnativi. La prima settimana dopo il parto, è la migliore, sembra tutto come l’hai sempre sognato, tu e il tuo bambino, il tuo compagno che vi guarda innamorato, tu che sei inebriata dal profumo del tuo bambino, ti senti la mamma perfetta. Magari un po’ provata dal parto, preoccupata perché non ti è venuta subito la montata lattea, ma sai che tutto si risolve. Sei piena di ossitocina e tutto ti sembra perfetto, inizi a non dormire ma sei contenta di alzarti ad allattare il bimbo, trovi anche divertente il cambiargli il pannolino, e poi il pezzo forte è il primo bagnetto. La prima visita in ospedale: ti lusinga sapere che il tuo bimbo è cresciuto di 500 gr in una settimana. Tutto fin troppo facile. La casa sempre piena di persone che vengono a trovarti, le amiche che ti chiamano e a te sembra anche brutto non dedicargli il tempo che vorresti. Così passano i primi 10 giorni e il telefono inizia a squillare sempre meno, e tu ti senti sola, quando provi a chiamare qualcuno sono tutti indaffarati, chi lavora, chi non sente il telefono, chi ti dice che ti richiama e poi sparisce. Tua mamma che non viene più a trovarti, tu che vorresti uscire ma: ti prepari, vesti il tuo piccino e lui inizia a piangere, forse ha fame e gli dai un po’ di latte, e si calma, stai per metterlo nel passeggino e un rumore strano proviene da là sotto. Ha fatto la cacca, lo cambi e mentre hai appena chiuso l’ultimo bottone della tutina, lui rigurgita. Bene si ricomincia. Finalmente siete pronti ma … hai solo 30 minuti di tempo poi tua mamma ha un impegno. Così dopo due volte che ci provi ti arrendi, è più uno stress che altro. 

 

I giorni passano tu dormi sempre meno. Tanto tu domani non vai a lavorare, sei in maternità, poi dormi quando dorme il bambino.  Non avete idea quante volte me lo sono sentita dire, purtroppo i miei non hanno mai dormito più di 45 minuti di seguito durante il giorno, così il mio sonno perso, l’ho perso per sempre. Iniziano le coliche, lui piange e non sai come calmarlo. Vorresti leggere un libro, ma lui vuole stare in braccio, vorresti mangiare ma anche lui ha tua stessa esigenza nel tuo stesso momento, provi a cambiare orario ma anche lui cambia orario. Il tuo corpo è cambiato e se questo a volte può essere positivo “finalmente ho le tette”, altre può trasformarsi in un incubo: io ero deformata, sono arrivata a un’ottava partendo da una seconda scarsa. Ti manca il tuo tempo. Non riesci neppure a spazzolarti i capelli e ringrazi chi ha inventato le pinze per tirarli su senza gli elastici. Quando torna il tuo compagno dal lavoro, ti senti sollevata.

 – Ora stai un po’ con il tuo papà che ti è mancato tantissimo.- 

Ma il papà dopo 10 minuti te lo restituisce: – Questo bambino, non vuole stare seduto sul divano, piange, non mi vuole, vuole te, io non so proprio come calmarlo, e poi sono stanco è da stamattina che sono fuori.- Così passano i primi 30 giorni, il tuo piccolino ha compiuto il primo mese. Inizi a litigare un po’ di più con tuo marito, e lo invidi: lui passa le serate davanti alla tv, tu crolli alle 20.30 e poi ogni due ore ti alzi e ripeti la routine notturna. Tutto nella perfetta solitudine. Ma stai facendoci l’abitudine, ti rimarrà solo un senso di rabbia nei confronti del tuo compagno, che con il tempo passerà, ma tu sei salva, ce la stai facendo e alla grande, ormai tu e il tuo bambino vi capite benissimo. Sono passati i famosi 40 giorni, da adesso in poi sarà tutto più semplice. Così lo vedi crescere e il tuo sonno non è più perso ma si trasforma in momenti più passati a vederlo crescere.- 

Le mie amiche sorridono, Lucia si sente più rilassata.

–E’ proprio così, l’ho provato anch’io ma non mi ero mai soffermata ad analizzare così bene la situazione- Esclama Sara, compiaciuta e felice di aver passato quel periodo.

-Non vi preoccupate con il secondo è tutto più semplice, sei già preparata ad affrontare la perdita di sonno, di tempo, di te stessa … – 

– Per il momento non ci pensiamo a un secondo bambino come dicono i francesi “c’est suffit”, ma vogliamo il numero del tuo Super Psicologo- Ridono.

 

Lo dico anche a te che mi stai leggendo: se stai passando questi primi 40 giorni, tieni duro e non pensare di essere la sola, che a tratti si sente inadeguata, e che vorrebbe scappare anche solo per 10 secondi. Ci siamo passate tutte, non ti devi vergognare. Sei una Super Mamma che sta imparando ogni giorno qualcosa in più, devi avere pazienza e chiedi aiuto se vedi di non farcela, non fare il mio errore che ho sempre voluto fare da sola, per non sentire gli altri lamentarsi.

Scilla

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1 commento

  1. Mia figlia per ben due mesi non ha mai dormito di notte…. ero davvero stanca stanca stanca ma con il tempo tutto migliora e prendono anche i nostri piccoli cuccioli i giusti ritmi.

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