Andrea e Matilde sono arrabbiati

“Voglio andare al parco!”, “Voglio la gonna rosa”.  Succede verso i 2 anni e ancora non so se mai finiranno sembrano capricci ma è qualcosa di più. E’ un’emozione che è difficile da gestire anche da adulti, pensa un po’ per un bambino. Hai capito di cosa sto parlando? Della Rabbia! 

 A casa nostra è arrivata un po’ per caso, verso i 2 anni. Un giorno come risposta a un “NO” mi sono vista arrivare addosso: dei mattoncini duplo, dei peluche, delle ciabatte, delle macchinine, la pista di legno del treno, dei libri e per fortuna non c’era più nulla in giro. Più mi arrabbiavo, più si arrabbiava. Diventava sempre più rosso e sembrava sempre più forte. “Perché proprio mio figlio e perché proprio io!” Leggendo nel nostro amico Google, ho scoperto che si trattavano di crisi di rabbia, e il punto principale è: aiutare i nostri bambini a riconoscere le emozioni e a governarle, un po’ come Harry Potter e la prima volta con la bacchetta magica.

Così dopo aver parlato con le maestre dell’asilo nido, prima e con quelle della scuola materna ,dopo, ho iniziato a frequentare più assiduamente la libreria, per cercare qualche libretto proprio sulla rabbia.

 Il primo è stato “CHE RABBIA!”  di Mirelle d’Allancè, credo che sia un “must” per i genitori che hanno dei bambini arrabbiati. E’ la storia di Robertino che dopo una giornata no, a casa trova la ciliegina sulla torta per cena: gli spinaci! Come ogni bambino che si rispetti preferisce far digiuno, viene mandato in camera e lì arriva RABBIA un omone, tipo “Michelin” ma rosso, che distrugge tutto… Il bello di questo libro è che RABBIA vive in una scatolina e quindi si può insegnare che quando arriva, dopo averla fatta uscire un po’, perché è essenziale e fondamentale non reprimere le emozioni, ma lasciarle sfogare un pochino e con le dovute attenzioni, si può rimettere nella scatola. La casa editrice è BaBalibri.

 Qualche mese dopo Andrea è arrivato alla scuola materna, più richieste e a volte non piacevoli come colorare: non hai idea delle scene che la povera maestra doveva affrontare. Così siamo tornati in libreria e abbiamo trovato “RENATO E‛ ARRABBIATO”  di Rosie Greening &Dawn Machell ed. Abracadabra.  La storia qui è un po’ diversa ma aiuta a capire l’aspetto fisico della rabbia. Renato è un coccodrillo che va alla scuola materna, ma quel giorno rimane a casa con l’Amico del cuore Teddy. E ammettiamolo a nessuno piace prestare le proprie cose, poi lo facciamo perché la società ci vuole educati, ma io non vorrei mai prestare le mie magliette o le mie collane. Teddy vuole il grembiule di Renato, e qui inizia ad arrivare la RABBIA “E‛ MIO!” Stringe forte i denti per il nervoso.  Dopo che i due bambini provano a giocare insieme, litigano nuovamente per i colori, Renato si arrabbia sempre di più e la faccia gli diventa rossa. Proseguendo la storiella Renato è così arrabbiato che da un pizzicotto a Teddy. Sulla parte finale Teddy piange e Renato chiede scusa. La rabbia è rientrata. Ma questo libretto riserva ancora molte sorprese: nelle due ultime pagine ci sono degli spunti di riflessione e una guida per genitori e insegnanti per aiutare i bimbi a rielaborare il libro e soprattutto per conoscere l’emozione.

La piccola Matilde è sempre stata più brava a governare le emozioni, sarà perché già all’asilo nido aveva fatto un percorso su di esse. Anche lei si arrabbia, piange, punta un poco i piedi e poi ti dice “Sono Arrabbiata” una volta che le chiedi il motivo e l’aiuti a trovare una soluzione lei si calma.  Ogni bambino è a se. E Dobbiamo rispettarlo e prendercene cura. 

 Ma vorrei parlarti dell’ultimo libretto, questa volta è Clementoni che ci aiuta con i LibrINPiedi, “CHE EMOZIONE!”. Non racconta solo della RABBIA ma le attraversa tutte e lo fa in rima. Quando arriva alla Rabbia  racconta proprio uno degli episodi più frequenti tra i bambini: il bimbo al parco ti ruba il posto sull’altalena e quel dispettuccio ti ha creato molta rabbia. 

Dopo averti detto come abbiamo affrontato noi la “cosa” con l’aiuto delle storie vorrei dirti come cerco di fare per contenerla, perché si sa: se sono arrabbiati non puoi inseguirli con il libro in mano, urlando che devi raccontargli la storia. Perché, soprattutto se hai un bambino come il mio, il libro ti potrebbe arrivare in testa! Ecco come affronto, da vero super eroe, la RABBIA. 

cerco di capire il motivo e per farlo li guardo negli occhi, facendo dei respiri ben distesi (per tenere lontano anche la mia rabbia, operazione difficilissima);

se loro sono in piedi mi inginocchio così che siamo alla stessa altezza e possono sentirsi più tranquilli;

li porto lontani dal motivo della rabbia ( se si arrabbiano perché siamo al parco e un amichetto gli ruba il posto sull’altalena, non rispettando la fila, li porto via dall’altalena, cercando una distrazione);

se hanno bisogno di contenimento (quand’era più piccolo Andrea dopo aver urlato aveva bisogno di essere contenuto) li abbraccio stretti, e cerco di coccolarli.

cerco di fare tutto questo con un sorriso, e con tranquillità (io non ci riesco sempre, ma provo a farlo tutte le volte) perché rabbia richiama rabbia, sorriso richiama sorriso.

 E poi mi sento ancora di dirti l’ultimo mio “segreto” : non pensare che io ti abbia dato una formula magica, io ti ho semplicemente raccontato come faccio io, tu puoi scegliere di fare in altro modo, non c’è un manuale per fare la MAMMA.

Io non ho risolto la gestione della rabbia in 15 giorni, certo che ora, dopo qualche anno,  va molto meglio e non so se perché stiano crescendo e per tutto quello che ho fatto, credo che lo saprò quando saranno adolescenti. Non mi resta che augurarti una buona lettura.

Scilla

www.lovemamma.com

 

 

 


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