Ritornare al lavoro dopo la maternità. Qualche consiglio per ripartire

Ecco sei diventata mamma, ma nessuno ti ha dato il libretto delle istruzioni. 

Tuo figlio ti ha portato tanta gioia, ma ha anche scombussolato la tua vita e quella di tutta la casa. Piano piano hai adeguato le tue esigenze alle sue e poi. Poi un giorno è cresciuto e finalmente, quasi improvvisamente, ti rendi conto che hai del tempo per te stessa.

Magari tuo figlio – i tuoi figli – sono all’asilo o già a scuola e tu ti occupi comunque di mille cose per coordinare le sue attività e i tuoi impegni domestici, ma inizia a esserci qualcosa in più. Qualcosa che riguarda proprio te stessa, quella parte di te che ti eri dimenticata presa dall’arduo lavoro di avere e crescere un bambino. In quello spazio sospeso si insinua un pensiero: “e se ritornassi al lavoro?”. Forse sei rimasta a casa proprio per assolvere il tuo compito di mamma, forse ti hanno lasciato a casa o fatto capire che non eri più tra le favorite in azienda, forse ti rendi conto di rinnovate esigenze famigliari che verrebbero aiutate da un tuo contributo anche economico, forse ti senti stretta in quel meraviglioso ruolo ma insieme alla riflessione si insinuano anche dei dubbi. 

 

Il più ricorrente sarà “e come farò a tornare al lavoro?” 

Anche perché lasciare è stato più semplice, anche se doloroso, andavi verso una nuova emozionante avventura che ti ha riempito la vita ma che ora rischia di sembrare una strada a senso unico, senza possibilità poi di invertire la marcia.

E quindi, come mettersi nelle condizioni di trovare il proprio equilibrio e fare le scelte più giuste?

Inizia a pensare che non sei sola. Te lo dimostro con dei numeri che ci aiutano a capire la triste realtà: tre donne su dieci non lavorano più dopo la nascita dei loro figli. 

La buona notizia è che una parte lo fa spontaneamente per dedicarsi alla famiglia anche se magari è costretta dalla mancanza di aiuti in casa e fuori, la brutta è che c’è anche chi ha subito un mancato rinnovo di contratto o addirittura un licenziamento.

Tanto per continuare con il sorriso c’è da dire che non è una problematica tutta italiana, secondo uno studio della Harvard Business Review, quasi il 40% delle donne lascia dopo la nascita di un bambino. E poco meno la metà di queste mamme ritrova un impiego a tempo pieno: il 23% opta per un’occupazione part-time, il 7% pe un lavoro autonomo e un significativo 30% rimane, volente o nolente, a casa.

Naturalmente per quanto riguarda le percentuali di rientro la crisi che riguarda il nostro Paese ormai da anni è complice di questa situazione ma comunque in media le donne italiane ci mettono 5 anni prima di rientrare realmente al lavoro.

Tutta questa analisi non vuole scoraggiare nessuno, vuole solo significare che ritornare a lavorare dopo un’esperienza così totalizzante e con un break nel curriculum non è scontato. Questa scelta è importante va analizzata e considerata con coraggio e strategia, al di là delle peculiari esigenze economiche di ognuno di noi.

Probabilmente sarai fiera di qualifiche ed esperienze importanti, ma molti dei tuoi talenti verranno cancellati da due magiche parole “mamma e casa”. E sebbene nessuno ti toglierà il diploma di merito per la professione più difficile del mondo tutti leggeranno la definizione come fuori da tot anni. 

E quindi ci vuole determinazione e coraggio per affrontare le questioni più pratiche: come verrà interpretato il fatto di non aver avuto lavoro vero per anni? Come cancellare il gap nella cronologia del curriculum? Come convincere che nonostante il break sei piena di entusiasmo e pronta a lavorare ancora e sei la candidata ideale per quella posizione?

Con metodo e con un’attenta analisi dei tuoi valori e delle tue passioni. 

Il mercato del lavoro è molto cambiato in questi ultimi anni ed è in continua mutazione: per essere vincenti oggi è bene partire con sicurezza e convinzione cercando di scardinare innanzitutto i propri preconcetti. Perché chi ti impedisce di fare qualcosa spesso sei proprio tu con tutti i limiti, che anche se non te ne accorgi, poni a te stessa.

 

Parti dunque proprio da te, prova a chiederti: cos’è importante per me?

Prenditi un paio d’ore mentre i bambini sono a scuola o all’asilo o mentre aspetti che escano dalla piscina e rifletti con calma. Cerca di riordinare le idee. Se stai pensando che non è possibile continuare a lavorare avendo un figlio o una figlia piccoli, chiediti quali sono le tue priorità. 

Se ti blocchi perché pensi che ti faranno pagare anche questa cerca di scacciare questo pensiero e focalizzati su cosa vuoi tu senza confini.

Che cosa è urgente e che cosa è importante per te, come mamma ma soprattutto come donna, come lavoratrice, come compagna o moglie?

Ripensa a come organizzi, o vorresti organizzare, il tuo tempo in base a due parametri, urgenza e importanza. E su come lo vorrai passare questo tempo.

Rifletti su chi sei tu, su cosa sei diventata e su cosa desideri.

Isabella

www.secondoround.com


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