La prima pappa: una tragedia !

 

Anche io, forse come la maggior parte delle mamme, ho sempre immaginato la prima pappa come un allegro e festoso evento da ricordare. Poi arriva finalmente il fatidico 6° mese ed eccoci qua: preparo tutto seguendo alla lettera il foglietto della pediatra: metto insieme brodo vegetale, farina di riso mais o tapioca, qualche cucchiaino di passato di verdure e metà iofilizzato di pollo (ma che puzza ha?) e la pappa è pronta. Papà pronto davanti al seggiolone a fare video e fotografie per immortalare il momento magico. Bimba nel seggiolone che guarda curiosa quello che sarà il rito per i prossimi mesi, io che prendo il cucchiaino e aaamm. No. La sua faccia non mi sembra delle migliori. Manda giù il primo boccone solo perché secondo me non sa ancora come si faccia a sputare fuori tutto. Infatti, dal secondo cucchiaino si rifiuta categoricamente di aprire la bocca. Aspetto un po’ e poi ci riprovo, ma nulla di fatto. Provo a metterle davanti il tablet con la canzoncina di topolino che le piace tanto. Niente, non la frego. Non mangia nulla. Butto tutto e non mi scoraggio. Ci riproveremo domani. Magari ha bisogno di più tempo, facciamo dopodomani. Niente. Il giorno dopo. Nemmeno. Quello dopo ancora. Zero pappa.

E così passa un mese. Menomale che tra qualche giorno ho appuntamento con la pediatra, almeno mi dice dove sbaglio. Torno a casa ancora più affranta: “Signora, non è bello da dire, ma mi creda, finchè la allatterà al seno, sua figlia non mangerà mai. Ormai ha 7 mesi passati, il suo latte non le serve più!”.

Grazie al cielo sono scettica e mi sono documentata. A parte il fatto che l’OMS (non il mio vicino di casa, ma l’organizzazione mondiale della sanità) promuove l’allattamento al seno fino almeno al primo anno di vita e lo consiglia anche oltre, fino a quando mamma e bimbo ne hanno voglia e la pediatra di mia figlia evidentemente ignora questo fatto, ma poi, come può essere possibile che un gesto così naturale ed istintivo come l’allattamento al seno possa ostacolare lo svezzamento?

Così, approfondendo alcune letture, ho scoperto che oggi si parla più di alimentazione complementare che di svezzamento, ovvero di introduzione di altri alimenti in aggiunta al latte (materno o artificiale) senza sostituirlo. L’alimentazione complementare “lascia fare al bambino” portando avanti l’idea che se tutti i bimbi gattonano, camminano, giocano, saltano quando sono pronti, allora mangeranno allo stesso modo quando saranno pronti. Non vi dico la mia sorpresa nel leggere queste parole! Finalmente qualche esperto che la pensa come le mamme e che si affida all’istinto dei piccolini che, spesso e volentieri, ne sanno più di noi adulti.

Ecco i consigli che ho trovato più utili:

  • Prima di tutto, al di là dell’età del bimbo, bisogna osservarlo. È pronto per mangiare se sta seduto da solo nel seggiolone con la testa dritta; se occhi mani e bocca sono coordinati tra loro e guardano, afferrano e portano alla bocca un pezzo di cibo autonomamente; e infine se è in grado di deglutirlo.
  • Ora dimenticatevi della ricetta scritta sul foglio che vi ha dato la pediatra con brodo vegetale, iofilizzati, omogenizzati e verdure da introdurre in un ordine ben preciso. Come ogni essere umano, anche il vostro bambino ha dei gusti propri ed ha quindi un ruolo attivo nella scelta dei tempi e delle quantità degli alimenti. E udite udite… le ricette che si preparano in famiglia vanno bene anche per i più piccoli, a patto che la famiglia mangi sano.
  • Le farine, gli omogenizzati e gli altri cibi per bimbi non hanno alcun vantaggio nutrizionale rispetto ai cibi preparati in casa. In molti casi ritardano l’accettazione dei cibi della famiglia. Si utilizzavano parecchio in passato semplicemente perché era usuale l’introduzione della frutta omogenizzata al 4° mese e delle pappe verso il 5° mese, quando la maggior parte dei bimbi non è pronta e servivano quindi consistenze quasi liquide per fare in modo che il piccolo mangiasse. Restano comunque soluzioni utili in caso di emergenza.
  • Secondo gli studi più recenti non esiste nessun motivo per posticipare l’introduzione di certi alimenti come invece si credeva in passato. Si può mangiare subito tutto, fatto a pezzetti, in quantità modeste e assecondando i gusti del bimbo. È consigliabile attendere almeno i 12 mesi soltanto per introdurre il miele di produzione artigianale (causa del botulismo infantile) e il latte vaccino (come sostituto del latte materno o di quello in formula. Via libera invece al latte vaccino come ingrediente per cuocere altri alimenti).

Seguendo questi consigli il bimbo potrà mangiare con voi e come voi e sarà anche più invogliato a mangiare quegli alimenti i cui sapori gli sono già familiari perché sperimentati attraverso il liquido amniotico e attraverso il latte materno. Inoltre, non solo sarà più facile per voi mamme cucinare, ma sarà anche un ottimo pretesto per mantenere uno stile di alimentazione sano. È importante infatti ricordare che la famiglia sarà per lungo tempo il modello alimentare di riferimento per il bimbo.

Gli accorgimenti per mangiar sano non sono moltissimi: poco sale e poco zucchero quando si cucina, variare il più possibile gli alimenti per far assumere al bimbo tutto ciò che serve per la sua crescita e acquistare, per quanto possibile, ingredienti a km zero in modo da trovare sempre alimenti freschi e saporiti, di stagione e con meno sostanze chimiche rispetto ai prodotti industriali.

Questi consigli mi hanno letteralmente salvata da una crisi di nervi. Mia figlia, che adesso ha poco più di 18 mesi e che ancora allatto al seno (alla faccia della pediatra!), dopo quasi due mesi di tentativi clamorosamente falliti, ha iniziato a mangiare subito come noi. Il primo giorno che ha visto che nel suo piatto c’era la stessa cosa che avevano nel piatto la mamma e il papà ne è rimasta piacevolmente stupita. Certo, non le piace sempre tutto quello che le propongo, quindi non aspettatevi che i vostri bimbi mangino sempre i piatti che volete voi nelle quantità che volete voi. Hanno le loro preferenze e capita che ogni tanto abbiano meno fame del solito. Si sono sempre saputi regolare con il latte materno, continueranno a farlo anche quando mangeranno gli alimenti di tutta la famiglia. Basta dare loro fiducia anche con l’alimentazione complementare e non rimarrete deluse.

 

Alessia Magni

 


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1 commento

  1. Sotto questo punto di vista mi ritengo fortunatissima… la mia pediatra mi ha consigliato di svezzare mia figlia dal 5 mese ed ha sempre sempre mangiato di buon grado.. per lei niente pappine con strane farine o liofilizzati… due settimane di omogenizzati e poi preparavo tutto in casa con la carne casalinga.

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